1. Favorire l’orientamento topografico.

Nella demenza, soprattutto quella di tipo Alzheimer, la capacità di orientamento nello spazio è una delle prime abilità a vacillare, inizialmente in spazi poco conosciuti, ma via via sempre di più anche nei luoghi abitualmente frequentati, fino ad avere difficoltà nello spostamento e nel riconoscimento delle stanze della propria casa. L’adeguamento dell’ambiente domestico in modalità protesica, tenendo conto di tali difficoltà, si prefiggerà di rendere la navigazione all’interno della casa il più semplice possibile, ad esempio apponendo etichette o immagini sulla porta delle stanze che abitualmente la persona occupa durante le attività quotidiane o mettendo in risalto i percorsi con l’uso di nastro colorato.

  1. Mantenere le abilità funzionali residue.

Adeguare l’ambiente significa renderlo più semplice, riducendo in alcuni casi il numero di elementi che ne fanno parte con l’obiettivo di  contenere il più possibile l’eventualità di errori o di confusione, oppure semplificando le attività o il numero di passaggi richiesti per raggiungere un certo obiettivo. Ad esempio nel caso dell’attività del vestirsi anche una persona con difficoltà di riconoscimento o di manipolazione degli oggetti, potrà riuscire nell’operazione qualora i vestiti siano già preparati nell’ordine e nelle condizioni in cui vanno indossati.

  1. Favorire il mantenimento di elementi di identità personale

Con la demenza, assieme alla memoria e alle altre facoltà cognitive, ciò che va perso e che si sgretola inesorabilmente è il senso di identità personale. Assieme ai ricordo di eventi e di esperienze che hanno contribuito a determinare chi siamo, sbiadisce lentamente anche il senso di chi siamo e questo genera comprensibilmente emozioni di tristezza, perdita, vuoto, ma anche di confusione e di angoscia. Per contrastare questa perdita o per lo meno per rallentarla è utile mantenere il più a lungo possibile le abitudini, le preferenze e gli oggetti che accompagnano le persone con demenza. Lasciando degli spazi protetti di autonomia personale all’interno degli ambienti che diano spazio alle capacità di autodeterminazione residui.

  1. Favorire il controllo dei disturbi comportamentali

Grazie all’adattamento dell’ambiente in modalità protesica è possibile contenere ed in alcuni casi addirittura prevenire manifestazioni comportamentali problematica come agitazione, aggressività, deliri e allucinazioni. Ad esempio, superfici riflettenti o specchi possono essere a volte causa scatenante di un delirio, poiché il malato, non riconoscendo più la sua immagine riflessa potrà credere e verbalizzare di vedere uno sconosciuto in casa. Mancati riconoscimenti o mispercezioni possono essere un elemento scatenante di episodi di intensa agitazione, paura o aggressività.

  1. Garantire un ambiente sicuro

Una persona con demenza ha più possibilità di un’altra di mettersi in situazioni di pericolo in diversi ambienti della casa. Sono molte le fonti di potenziale pericolo e derivano sostanzialmente dal fatto che un malato di demenza farà progressivamente sempre più fatica a riconoscere e manipolare gli oggetti e a valutare le conseguenze che derivano da una determinata azione. Ogni stanza o ambiente nasconde le sue insidie: nei corridoi, per le scale e alle finestre vi è il rischio caduta o inciampo; il bagno e la cucina nascono l’insidia dei detergenti e dei prodotti per la pulizia che possono essere ingeriti o ancora il gas che può essere dimenticato acceso. La porta di casa non sorvegliata può diventare una via di fuga.

Proprio in ragione delle mille insidie che in ognuno di questi spazi si può nascondere, ecco perché diventa importante analizzare assieme ad un neuropsicologo specializzato in materia, tutte le soluzioni più efficaci per prevenire i rischi che ogni situazione peculiare porterà con sé.