Parent training: corso per genitori di bambini con ADHD

Il Parent Training ha come finalità il fornire ai genitori degli strumenti per la gestione efficace dei figli.

Sono corsi che offrono ai genitori la possibilità di vivere ed affrontare con consapevolezza la complessa realtà umana, sociale, affettiva e psicologica del loro bambino/ragazzo  affetto da Disturbo da deficit dell’attenzione con/senza iperattività o da difficoltà comportamentali ed educative.

Vengono discusse e sperimentate soluzioni e strategie per i problemi comportamentali e relazionali presenti con una continua supervisione e guida dello psicoterapeuta.

A CHI SI RIVOLGE

Il Parent Training si rivolge a genitori di bambini e ragazzi e riguarda la comprensione dell’ ADHD e sulla gestione comportamentale dei ragazzi con disturbo del comportamento e difficoltà educative.

BENEFICI

Rappresentano un importante momento formativo attraverso il quale:

  • acquisire informazioni corrette sui problemi tipici dell’adolescenza;
  • rilevare e valorizzare gli aspetti positivi del ragazzo;
  • gratificare e punire correttamente attraverso tecniche comportamentali;
  • definire il contratto comportamentale genitori figli;
  • acquisire capacità di problem solving (soluzione di problemi quotidiani);
  • come risposta ai comportamenti disfunzionali e negativi del ragazzo;
  • comunicare adeguatamente con il proprio figlio al fine di costruire un approccio educativo più efficace, concreto e soprattutto sereno.

ATTIVITÀ PROPOSTA

La proposta d’intervento verte sulla coppia genitoriale, combinato al trattamento individuale del figlio.

Gli incontri sono normalmente 9 con cadenza settimanale, salvo personalizzazioni in risposta a particolari bisogni.

Un esempio delle attività previste:

  • Nel primo incontro avviene la conoscenza della coppia, la loro storia  e la compilazione dei questionari SDAG, Senso di competenza dei genitori, Alabama Parenting Questionnaire. Vengono fornite informazioni dettagliate sul DDAI.
  • Nel secondo incontro si preparano i genitori al cambiamento, attraverso l’approfondimento delle Attribuzioni, le Credenze, gli  Atteggiamenti. Vengono proposti comportamenti e modi di pensare positivi, orientati alla comprensione delle difficoltà del bambino e al cambiamento.
  • Nel terzo incontro si affronta la complessità del problema, aiutando i genitori a riconoscere gli aspetti positivi del bambino ma anche i suoi punti di debolezza. Viene proposta l’Analisi funzionale (antecedenti, comportamento problema e conseguenze), con esercitazioni pratiche su situazioni reali.
  • Nel quarto incontro si illustra come favorire l’autoregolazione del bambino attraverso scelte educative efficaci e si sottolinea l’importanza di rendere prevedibile il mondo del bambino attraverso la creazione di un “ambiente strutturato”,  attraverso regole e routine. Si introduce la definizione operativa del concetto di “rinforzo positivo” e si instaura il cosiddetto “Tempo Privilegiato” (spazio per un’interazione positiva con il figlio, libero da conflitti).
  • Nel quinto incontro si definiscono i “comportamenti negativi” e si aiutano i genitori a distinguerne la gravità, ignorando i comportamenti lievemente negativi e punendo quelli gravemente negativi. Viene data la definizione di “punizione” ed esplicitata la sua applicazione efficace, ma anche sottolineata l’importanza del Modeling, cioè il fornire al bambino modelli di comportamento positivo come metodo di correzione di azioni negative.
  • Nel sesto incontro vengono forniti nuovi strumenti di modificazione comportamentale: le punizioni di tipo A, consistenti in azioni riparative da parte del bambino e punizioni tipo B (date dalla sottrazione di un privilegio) a loro volta suddivise in Costo della risposta (gioco, tv, cellulare, ecc.) e Timeout (sospensione della relazione attraverso procedimento specifico). Viene inoltre indicato come rinforzare comportamenti positivi nuovi.
  • Nel settimo incontro viene messa in evidenza l’importanza di anticipare le conseguenze negative, con l’Analisi Funzionale applicata al caso specifico. Vengono fornite indicazioni su come reagire di fronte a situazioni problematiche improvvise e imbarazzanti.
  • Nell’ ottavo incontro viene proposta la tecnica del Problem Solving, con il genitore come modello di abile risolutore di problemi.
  • Nel nono incontro viene fatto un bilancio finale, con un riassunto delle tecniche apprese e un esame dei cambiamenti ottenuti attraverso l’utilizzo di tali tecniche. Viene svolta una riflessione su problematiche non risolte e sottolineata l’importanza di un passaggio dall’eteroregolazione all’autoregolazione come obiettivo finale, attraverso l’interiorizzazione delle regole comportamentali.

Sono possibili personalizzazioni su esigenze specifiche emerse nel rapporto genitori figli e controlli a distanza di qualche mese circa l’efficacia degli interventi effettuati.

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