DEMENZA E DEPRESSIONE: LA RELAZIONE TRA I DUE DISTURBI

La depressione e la demenza sono disturbi che affliggono spesso gli anziani: nel mondo circa 47 milioni di persone è affetta da demenza (cioè il 10% delle persone sopra i 65 anni) mentre tra gli anziani la prevalenza dei sintomi depressivi e disturbo depressivo maggiore (MDD) è rispettivamente del 15% e 1-3% (Pozzoli, De Carlo & Madonna, 2019).

Questi due disturbi sembrano essere interconnessi, diversi studi infatti mostrano come una storia di depressione nell’anziano possa aumentare il rischio di sviluppare la demenza (Heser et al., 2013; Ownby et al., 2006).

A tal proposito, nel 1961 Kiloh coniò il termine pseudodemenza per descrivere i casi in cui i pazienti depressi presentavano aspetti tipici della demenza, sottolineando dunque la sovrapposizione di questi due disturbi. Durante la fase acuta, entrambi questi disturbi mostrano compromissione degli stessi domini cognitivi (per esempio, memoria, linguaggio, eloquio e funzioni esecutive). Alcuni studi hanno indicato due diversi schemi di disturbi affettivo-cognitivi misti (Feinberg & Goodman, 1984):

  • Pseudodemenza depressiva (sintomi di demenza nella depressione): un disturbo dell’umore primario accompagnato da disturbo cognitivo. Quando è particolarmente grave questo disturbo viene chiamato anche pseudodemenza;
  • Demenza pseudodepressiva (sintomi di depressione nella demenza): un disturbo dovuto principalmente a demenza accompagnato da un disturbo depressivo maggiore di natura secondaria. La manifestazione depressiva può essere dovuta alla consapevolezza dei deficit e del declino cognitivo (Claine, 1981; Jorm, 2001)

Importante per questo è l’identificazione di eventuali deficit cognitivi, così da poter differenziare tra deficit cognitivi dovuti a disturbo dell’umore come la depressione (spesso reversibili) o deficit dovuti a demenza (non reversibili e per cui è importante un intervento tempestivo per rallentare il declino cognitivo; Ciappolino & Orsenigo, 2019).

Se la persona manifesta sintomi depressivi e si comporta diversamente dal solito è importante effettuare ulteriori approfondimenti di tipo medico e neuropsicologico, poiché la depressione potrebbe scaturire da un’altra condizione medica.

Infatti, la depressione può essere la conseguenza sia di condizioni mediche come ipotiroidismo o carenza di vitamine, ma anche una reazione secondaria a una malattia medica cronica (Beliaskus & Drag, 2013).

La depressione è difficile da valutare negli anziani per molteplici ragioni, infatti i sintomi della depressione sono spesso influenzati dagli effetti dell’età e da condizioni mediche. Gli anziani spesso sottovalutano i sintomi depressivi, considerandoli come una normale risposta a fattori stressanti o all’invecchiamento. Questa è una convinzione errata perché la depressione non fa parte del processo di invecchiamento (Roberts et al., 1997).

Depressione e sintomi psichiatrici in generale sono presenti in diverse malattie neurodegenerative tra cui AD, demenza vascolare, demenza dei corpi di Lewy, Parkinson. Circa metà delle persone con decadimento cognitivo o demenza mostrano almeno un sintomo di natura psichiatrica e la depressione è tra quelli più comuni tra i pazienti con decadimento cognitivo e demenza moderata.

I sintomi cognitivi e psichiatrici associati a depressione possono essere diversi da quelli associati alla demenza. Differenze possono essere riscontrate in:

  • Onset dei sintomi
  • Apatia vs disforia
  • Età di insorgenza dei sintomi depressivi
  • Sonno

Dunque, è molto importante che tutti gli anziani che lamentano problemi cognitivi siano valutati per la depressione. Il contributo del neuropsicologo alla diagnosi differenziale è quello di fornire un assessment oggettivo del funzionamento cognitivo.  In generale, i due disturbi presentano differenze nei principali test neuropsicologici, infatti i pazienti con depressione sottovalutano il loro funzionamento cognitivo a causa della bassa autostima, mentre i pazienti con demenza non hanno consapevolezza delle loro carenti performance (Coutinho, Drummond, Teldeschi & Mattos, 2016).

Ciò che rende diversi questi disturbi è la natura reversibile della pseudodemenza depressiva, cosa che non accade nella demenza in cui il funzionamento cognitivo tende progressivamente a peggiorare (Pozzoli, De Carlo & Madonna, 2019). I sintomi cognitivi associati a malattie neurodegenerative sono progressivi, mentre i deficit cognitivi associati a depressione dovrebbero stabilizzarsi o migliorare con gestione adeguata dei sintomi psichiatrici, perciò ripetere le valutazioni neuropsicologiche può aiutare nel monitorare i cambiamenti cognitivi nel tempo.

È bene comunque ricordare che il termine pseudodemenza, ad oggi, non è più usato nelle versioni recenti del DSM e non ha valore diagnostico, ma è usato per indicare deficit cognitivi manifestati nei disturbi psichiatrici, in particolare quelli depressivi (Kang et al., 2014).

Vuoi contattarci per ulteriori informazioni?

 

Scopri le Nostre SOLUZIONI

Guarda le nostre SEDI e i nostri SERVIZI ONLINE!

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]