CHE DIFFERENZA C’E’ TRA L’INVECCHIAMENTO NORMALE E IL DISTURBO COGNITIVO LIEVE?

Con l’avanzare del tempo e dell’età è fisiologico che vi siano dei cambiamenti a livello cognitivo, che si manifestano con un declino nella performance in alcuni domini. Ad esempio, vi è un peggioramento nella velocità di elaborazione delle informazioni, tempi di reazione, capacità della memoria di lavoro, memoria a breve termine, controllo esecutivo e fluenza verbale. Funzioni come memoria implicita, vocabolario e conoscenze generali invece, restano relativamente intatte nell’invecchiamento normale (Rog & Fink, 2013).

Esiste però una zona intermedia tra il funzionamento neurocognitivo legato all’invecchiamento normale e quello patologico legato alla demenza, chiamata Mild Cognitive Impairement (MCI) o Disturbo Cognitivo Lieve. Ma che cosa è esattamente il Disturbo Cognitivo Lieve e cosa lo distingue dall’invecchiamento normale e dalla demenza?

Il MCI viene definito come “un declino nelle prestazioni cognitive maggiore di quanto ci si aspetterebbe per l’età della persona, ma non sufficiente per soddisfare i criteri per la diagnosi di demenza”(Petersen et al., 1999). È dunque una condizione patologica che va distinta dal normale processo di invecchiamento. I criteri diagnostici per MCI sono:

  1. Preoccupazione riguardo al cambiamento nel funzionamento cognitivo;
  2. Compromissione in uno o più dominii cognitivi;
  3. Mantenimento dell’indipendenza nelle capacità funzionali;
  4. Assenza di demenza.

Esistono inoltre, diversi sottotipi di MCI classificati in base alla funzione cognitiva deficitaria:

–          MCI amnesico a singolo dominio: comprende quei pazienti che hanno compromissione della memoria, ma performance cognitiva intatta in tutti gli altri dominii e nel funzionamento quotidiano;

–          MCI non amnesico a singolo dominio: questi pazienti mostrano compromissione in un singolo dominio cognitivo (es. funzioni esecutive) che non comprende la memoria;

–          MCI amnesico a dominio multiplo: il paziente mostra compromissioni in uno o più dominii, compresa la memoria;

–          MCI non amnesico a dominio multiplo: il paziente mostra compromissioni in uno o più dominii cognitivi, ad esclusione della memoria.

Il MCI potrebbe rappresentare per molti pazienti il passaggio da un normale funzionamento cognitivo alla demenza, mentre per altri un periodo di declino cognitivo che però si risolve nel tempo. Ciò dipende dall’eziologia del disturbo che può essere degenerativa, vascolare, psichiatrica e/o traumatica.

Sebbene i disturbi della memoria (come dimenticare ciò per cui si è entrati in una stanza o ricordare con difficoltà i nomi) sono comuni negli anziani e siano in genere il motivo più comune per una valutazione neuropsicologica, potrebbero non essere clinicamente significativi. Per questo motivo una valutazione neuropsicologica completa, seguita da una valutazione di follow-up dopo circa un anno è necessaria affinché si possa effettuare una corretta diagnosi e distinguere tra il normale processo di invecchiamento o corroborare la presenza di un disturbo cognitivo lieve.

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