Ritardo mentale e intelligenza

RITARDO MENTALE E INTELLIGENZA: DISABILITA’ INTELLETTIVA

  • Tuo figlio presenta un ritardo mentale, un problema di intelligenza, ovvero una disabilità intellettiva, e vorresti fare qualcosa per aiutarlo?
  • Sei preoccupato per il suo futuro e per le sfide che questo gli riserverà?
  • Vorresti sapere come sviluppare le sue potenzialità e renderlo sempre più autonomo?
  • Il tuo desiderio è quello di costruire intorno a lui un futuro migliore ma, soprattutto, sicuro?
  • Vorresti dare a tuo figlio gli strumenti necessari per costruire intorno a sé un ambiente ricco di relazioni sociali positive?
  • Sai che migliorare la loro autonomia vuol dire anche migliorare il loro benessere emotivo?

In determinate condizioni patologiche dello sviluppo, che agiscono sul funzionamento del sistema nervoso centrale, il funzionamento cognitivo può risultare disarmonico e deficitario.

Tale profilo di funzionamento, fino a pochi anni fa indicato erroneamente con il termine “ritardo mentale”, viene adesso sostituita dal termine “disabilità intellettiva”.

Tale diagnosi si applica quando si accerta, nel bambino o nell’adolescente (di età inferiore ai 18 anni), un deficit nel funzionamento intellettivo, che inevitabilmente ne compromette l’adattamento e l’autonomia (comunicazione, cura personale, abilità sociali, autogestione).

Nello specifico, si fa riferimento all’efficacia con cui il soggetto affronta le esigenze comuni della vita ed è in grado di raggiungere gli standard di autonomia personale previsti per la specifica fascia di età ed il contesto socioculturale ed ambientale in cui vive.

RITARDO MENTALE: COME ME NE ACCORGO. SINTOMI

Le manifestazioni cliniche del disturbo sono molteplici e variano anche in relazione alle cause che ne hanno determinato l’insorgenza.

Affinché si possa individuare precocemente la comparsa di uno sviluppo atipico è necessario prestare attenzione alle tappe dello sviluppo del bambino, sia a livello motorio che comunicativo ed affettivo-relazionale.

Infatti, un ritardo pronunciato nell’acquisizione di tali abilità segnala la presenza di un percorso di sviluppo atipico.

Inoltre, il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-V) identifica tre specifici criteri che consentono al clinico di effettuare diagnosi di disabilità intellettiva.

Tali criteri concernono essenzialmente in:

1. Deficit delle funzioni intellettive confermati dai risultati a test standardizzati e dal giudizio del clinico. Tali deficit si basano essenzialmente sulla capacità di ragionamento e di soluzione di problemi, di pianificazione di attività ed azioni, di operare giudizi e di pensare in maniera critica ed astratta e negli apprendimenti, sia scolastici che basati sull’esperienza.

2. Deficit del funzionamento adattivo dovuto ad un mancato raggiungimento degli standard previsti di sviluppo, socioculturali, nell’autonomia e nella responsabilità sociale.

3. Esordio dei deficit sopraccitati durante il periodo dello sviluppo.

RITARDO MENTALE: QUALI CONSEGUENZE POSSIBILI NELLA VITA

A differenza di disturbi più specifici, la disabilità intellettiva si caratterizza per la pervasività delle difficoltà cognitive, che impattano, inevitabilmente, nei diversi aspetti del funzionamento dell’individuo, sulla qualità della vita in ambito familiare e sociale, nonché sulla sua riuscita scolastica e/o lavorativa.

Proprio a causa di tali difficoltà, è possibile che i bambini manifestino disagio psicologico e sociale, osservato prevalentemente nei rapporti con i coetanei o con le insegnanti.

La loro autostima, pertanto, può essere notevolmente compromessa, e ciò potrebbe determinare, di conseguenza, anche una perdita della motivazione “a fare qualcosa” e/o nell’andare a scuola.

È fondamentale riconoscere precocemente tali difficoltà, al fine di supportare adeguatamente i bambini e le loro famiglie, mettendo in atto interventi tempestivi volti al potenziamento delle abilità carenti, oltre al rafforzamento dei punti di forza del bambino.

Tutto ciò allo scopo di migliorare la qualità di vita del bambino con disabilità intellettiva e, di conseguenza, anche della sua famiglia.

RITARDO MENTALE: CAUSE

I fattori in grado di alterare il corretto funzionamento cerebrale e determinare, così, l’insorgenza di disabilità intellettiva sono molteplici: i più frequenti concernono essenzialmente le sindromi genetiche, come ad esempio la Sindrome di Down, seguiti dalle malformazioni del Sistema Nervoso Centrale.

Vi sono però anche altri fattori da considerare e monitorare come, ad esempio, la presenza di infezioni durante la gravidanza quali la rosolia, il toxoplasma e la sifilide, ma anche all’abuso di sostanze, in grado di compromettere il corretto sviluppo cerebrale del feto.

Tuttavia, anche la nascita prematura o la presenza di difficoltà respiratorie del bambino durante il parto, come l’asfissia, , possono determinare la morte di alcune aree cerebrali e, conseguentemente, di disabilità.

Un ruolo importantissimo è riservato anche all’eventuale comparsa, nel corso dei primi anni di vita del bambino, di episodi di malattia quali traumi cranici, tumori, accidenti cardio-vascolari, infiammazioni acute e avvelenamenti.

Infine, la presenza di episodi di abbandono e di deprivazione sensoriale prolungati nel tempo, di gravi carenze educative, relazionali e nell’accudimento dei bambini nei primi mesi ed anni di vita, possono determinare la comparsa di percorsi di sviluppo che si discostano notevolmente dal normale sviluppo intellettivo.

In alto a destra vedi anche “TERAPIE E SERVIZI PER IL RITARDO MENTALE E INTELLIGENZA”

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