Cosa intendiamo con apprendimento?

L’apprendimento è un cambiamento relativamente permanente nel comportamento, nei pensieri o nelle emozioni di un organismo e tale cambiamento deriva dall’esperienza. L’essere umano infatti apprende nuove informazioni per tutta la durata della sua esistenza, dal momento in cui nasce, e anche nel sonno.

L’apprendimento quindi non si riflette solo in comportamenti e azioni visibili, ma anche attraverso il cambiamento dei pensieri interiori e dei sentimenti che sono invisibili per l’osservatore esterno.

Questa è una delle più grandi sfide nell’insegnamento: cercare di capire cosa hanno imparato gli studenti e poter rispondere di conseguenza.

Modalità di apprendimento

L’apprendimento assume molte forme e si può verificare in molte modalità. Per esempio, una forma di apprendimento chiamata apprendimento implicito si sviluppa senza che si sia necessariamente consapevoli del suo accadere.

Un esempio è l’acquisizione della prima lingua o l’apprendimento di norme e di spunti sociali.

Gran parte di ciò che apprendiamo a scuola, tuttavia, è apprendimento esplicito.

Affinché l’apprendimento esplicito possa avvenire, è necessario che consciamente si partecipi all’apprendimento e si creino i ricordi per un successivo richiamo.

L’apprendimento si sviluppa in diversi contesti o impostazioni.

Infatti, l’apprendimento avviene spesso in situazioni informali: nel parco giochi, a casa, nei musei e spesso con colleghi, amici, compagni durante varie forme di svago e attività correlate.

L’apprendimento, ovviamente, si verifica anche più formalmente. L’apprendimento formale avviene in contesti educativi strutturati come scuole e università.

L’apprendimento formale esplicito non è sempre facile generare nei bambini, dal momento che sono più inclini ad apprendere implicitamente in contesti informali.

Imparare a leggere o a scrivere o a pensare a concetti astratti come metafore, moltiplicazioni etc… di solito non è intrinsecamente motivante per la maggior parte dei bambini.

Infatti, i bambini di solito non gravitano attorno a questo tipo di apprendimento da soli.

E più in generale, gli studenti, per molto tempo, non trovano l’apprendimento dentro alle quattro pareti dell’aula particolarmente allettante.

Di conseguenza, motivare un bambino o adolescente a prestare attenzione e imparare a scuola è spesso una sfida, per tutti gli insegnanti.

Inoltre, pensare approfonditamente e ragionare non sono cose che di solito si fanno per divertimento o spontaneamente, perché il pensiero profondo è lento, impegnativo e incerto.

Ciò significa che si tende a fare automaticamente affidamento su abitudini passate e ricordi per guidare le proprie azioni, e si è meno propensi a pensare deliberatamente e profondamente.

A complicare ulteriormente le cose, vi è che sono necessari molto sforzo e una buona dose di confusione per ottenere un apprendimento profondo e trasformativo, qualcosa che molti studenti tendono ad evitare o interpretare erroneamente come un segno della propria inadeguatezza.

Gli insegnanti affrontano queste sfide da molto tempo.

La ricerca nelle scienze cognitive riguardo a come le persone apprendono, chiamata anche scienza dell’apprendimento, va avanti da oltre mezzo secolo, ma è solo relativamente di recente che questa ricerca ha raggiunto un punto in cui si può influenzare efficacemente la pratica quotidiana di qualsiasi insegnante di classe.

L’aspetto davvero interessante della ricerca cognitiva è che può aiutare gli studenti a sviluppare una comprensione più profonda e più duratura degli obiettivi di apprendimento.

Allo stesso tempo, sviluppare una comprensione così duratura rende più probabile che gli studenti siano in grado di utilizzare e applicare tale comprensione alle loro vite ben oltre la scuola. E questo vale per tutti gli studenti, non solo quelli che potrebbero lottare di più.

 

 

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