Comunicazione Verbale Efficace: Le 10 Aree Chiave

Per ottenere una buona esposizione orale è importante sviluppare e allenare le tecniche al fine di imparare a parlare e ascoltare in modo efficace: ma quali sono le aree chiave della comunicazione verbale?

Ecco le 10 aree chiave:

  1. Immaginazione
  2. Ascolto attivo
  3. Ricordare
  4. Sviluppare un rapporto con il pubblico
  5. Usare il linguaggio del corpo
  6. Esplorare le potenzialità della voce
  7. Mantenere la calma
  8. Improvvisare
  9. Interpretare
  10. Fare una critica

Vediamole ora nel dettaglio

  1. Immaginazione

L’immaginazione è il fondamento di ogni pensiero o lavoro creativo, sia in colui che lo produce che in colui che lo riceve.

Essa si utilizza per ottenere un effetto sulle capacità di improvvisazione, sulla memoria, sul linguaggio corporeo, sull’espressione vocale e sull’abilità di interpretare e scegliere il materiale. Inoltre influenza quasi tutti gli aspetti della comunicazione efficace.

La chiave per costruire la fiducia in se stessi è lo sviluppo dell’espressione di sé.

L’immaginazione non si ferma mai: di notte si presta più attenzione ad essa e si presta sotto forma di sogni, di giorno invece siamo distratti dai suoni, dalla vista e dalle sensazioni di ciò che ci circonda ed è più difficile che si sviluppi a meno che non si viaggi con la mente. Che sia riconosciuta o no, l’immaginazione è presente in ogni individuo: può essere richiamata alla mente in qualsiasi momento, a volte però per attuarla ci serve chiudere gli occhi. Una caratteristica peculiare è che viene percepita in maniera differente da ciascuno di noi. Inoltre la si può guidare e noi possiamo guidarla.

Infine non conosce differenza tra fantasia e realtà: quanto vengono create delle immagini nella mente il corpo crede che siano vere e reagisce di conseguenza. Il primo passo per utilizzarla in modo corretto è realizzare che essa è presente.

  1. Ascolto attivo

La responsabilità di una presentazione efficace è in chi la fa ma anche in chi la ascolta, infatti la comunicazione ha bisogno di due bravi giocatori. Gli studenti ascoltano l’80% di ciò che scrivono, leggono e dicono. Per migliorare devono ascoltare in maniera attiva.

Esistono 3 metodi di ascolto attivo che permettono di creare ascoltatori efficaci:

  • Linguaggio del corpo
  • Immaginazione
  • Abilità di fare domande

L’immaginazione può dare delle intuizioni, fornire informazioni attraverso la memoria e migliorare il valore di intrattenimento della presentazione.

Fare domande consente all’ascoltatore di chiarire alcuni punti, di comprendere meglio la sequenza degli eventi al fine di controllare, verificare e analizzare le informazioni presentate.

  1. Ricordare

Per ricordare è importante vedere e sentire le informazioni di cui si ha bisogno in modo che possano diventare parte di noi.

Questo coinvolgimento mentale, fisico ed emotivo è molto più efficace dell’imparare a memoria. Quando si impara a memoria l’attenzione è rivolta alla ripetizione del discorso non alla creazione di un rapporto intenso con il pubblico o a esprimere le parole intensamente. Molte volte sono parole costruite e non spontanee e naturali con naturale senso espressivo.

Secondo Howard Gardner noi impariamo in modi diversi, abbiamo 8 strategie di apprendimento chiamate intelligenze multiple a cui sarebbe opportune aggiungere anche l’immaginazione.

Le sette strategie per ricordare sono:

  1. Leggere a voce alta
  2. Disegnare
  3. Ascoltare
  4. Cantare
  5. Improvvisare
  6. Creare una mappa
  7. Usare le sequenze
  8. Sviluppare un rapporto con il pubblico

Il contatto visivo e la partecipazione del pubblico sono le tecniche più semplici ed efficaci usate per stabilire un rapporto con il pubblico: non si può stimolare la partecipazione del pubblico fino a che non si sente sicuro di riuscire prima a stabilire un contatto visivo.

Il contatto visivo diretto sviluppa la fiducia tra la persona che parla e quella che ascolta, ma conferisce anche all’oratore un potere sull’ascoltatore, evoca rispetto, fa apparire l’oratore sicuro e dotato di grande volontà e infine esige che l’ascoltatore presti attenzione anche prima che sia detta una sola parola.

Per molti di noi avviare un contatto visivo diretto è una cosa che ci mette in imbarazzo.

  1. Sviluppare un rapporto con il pubblico

Il contatto visivo e la partecipazione del pubblico sono le tecniche più semplici ed efficaci usate per stabilire un rapporto con il pubblico: non si può stimolare la partecipazione del pubblico fino a che non si sente sicuro di riuscire prima a stabilire un contatto visivo.

Il contatto visivo diretto sviluppa la fiducia tra la persona che parla e quella che ascolta, ma conferisce anche all’oratore un potere sull’ascoltatore, evoca rispetto, fa apparire l’oratore sicuro e dotato di grande volontà e infine esige che l’ascoltatore presti attenzione anche prima che sia detta una sola parola.

Per molti di noi avviare un contatto visivo diretto è una cosa che ci mette in imbarazzo.

 

Proseguiamo a descrivere le restanti aree chiave della comunicazione verbale:

  1. Usare il linguaggio del corpo

Con la postura, i gesti e l’espressione facciale un oratore può aggiungere forza e passione a una presentazione.

La postura è l’elemento più importante del linguaggio del corpo perché attraverso di essa trasmettiamo un atteggiamento positivo o negativo al pubblico.

Il secondo più importante è l’espressione facciale: riflette sul volto il significato delle parole e ne aumenta il potere persuasivo. Anche i gesti semplici accrescono il potere delle parole.

La postura può essere diversa in base all’esigenza:

  • seduti: mai mettersi dietro ad una scrivania durante un’esposizione, crea una distanza
  • in piedi: conferisce potere, permette di avvicinarsi al pubblico, è sconsigliato l’uso del leggio più si vede l’oratore più apparirà controllato e sicuro di sé
  • inginocchiarsi: è una posizione in cui l’oratore è più alto rispetto gli ascoltatori ma non troppo
  • cambiare posizione: richiama l’attenzione, da attuare però non troppo spesso perché fa l’effetto opposto
  1. Esplorare le potenzialità della voce

Ci sono quattro tecniche vocali:

  1. Volume
  2. Tono
  3. Ritmo
  4. Uso del silenzio

Possono essere combinate tra loro per ottenere effetti diversi, il trucco sta nell’usare la combinazione giusta al momento giusto.

Sono indispensabili inoltre i metodi di riscaldamento della voce che sviluppano il controllo e il potere della voce, rilassano i muscoli facciali e le corde vocali e migliorano l’articolazione.

  1. Mantenere la calma

La compostezza, la calma, la tranquillità sono l’obiettivo esteriore di chi parla in pubblico. Dentro di sé la persona può essere in panico, insicura, terrorizzata, preoccupata, eccitata, agitata o avere la nausea ma il pubblico deve percepirla come calma e insicura.

Quando la mente si dispone a qualcosa di importante, prepara il corpo rilasciando nel flusso sanguigno l’adrenalina, un potente agente chimico che scorre nelle vene. Essa da’ maggiore forza alla voce, maggiori capacità mnemoniche e più energia.

L’energia incontrollata però è un deterrente perché si trasforma in due nemici molto temuti: tic nervosi e paura da palcoscenico.

Tre tattiche sono importanti per mantenere la calma e controllare l’agitazione:

  1. Riuscire a capire come l’agitazione influisce su di noi nel nostro corpo
  2. Esercitarsi: questo aiuta a costruire la sicurezza che porta al successo
  3. Esercizi di rilassamento per sviluppare la consapevolezza dell’ambiente che li circonda e riuscire ad avere il controllo della mente e del corpo

Alcuni indizi per concludere il discorso sono: abbassare di un tono la voce, rallentare il ritmo, annuire, ammiccare, incrociare le mani, fare una pausa, chiudere gli occhi, chinare la testa e inchinarsi.

  1. Improvvisare

Alcuni consigli per improvvisare sono: vivere il momento, scoprire che cosa l’attimo può dare, lasciare che accada e nel contempo farlo accadere. E’ un’avventura, un rischio creativo, spontaneo.

E’ consigliato lo sviluppo di 3 tecniche:

  1. spontaneità
  2. concentrazione
  3. capacità di prendere decisioni

Queste ci consentono di improvvisare e ci donano fiducia in noi stessi.

L’improvvisazione ci aiuta a fidarci del nostro giudizio, a basarci sui nostri istinti, a sapere come gestire una situazione e a non andare in panico se qualcosa non va come ci aspettavamo.

La consapevolezza intuitiva dona sicurezza.

  1. Interpretare

Il controllo del tono della voce permette di dare significato al messaggio che sta dietro le parole che si pronunciano.

L’oratore deve stabilire quale sia il suo atteggiamento o posizione verso il materiale presentato e creare un tenore emozionale utilizzando il tono adeguato.

  1. Fare una critica

C’è differenza tra fare un critica (critique) e criticare (criticize): una persona che critica è colui che giudica, indipendentemente dall’essere esperta o meno. Fare una critica è un processo in cui si crea un’analisi attenta di una produzione ed è un atto fondato sulla conoscenza e sull’esperienza.

E’ indispensabile scegliere i criteri su cui fondare le opinioni, usare un linguaggio che non sia giudicante e imparare l’arte del commento costruttivo. Queste tre tecniche insegnano ad interagire con intelligenza e sensibilità.

Ecco riassunte le 10 aree chiave della comunicazione verbale.

 

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