Come riconoscere i punti di forza, le doti o talenti?

Innanzitutto è necessario chiarire che non esiste un unico costrutto di intelligenza.

Per anni si è data grandissima rilevanza, e si è preso in considerazione l’intelligenza solo da un punto di vista quantitativo. Ma ricondurre tutto al calcolo del quoziente intellettivo (Q.I) può essere riduttivo e troppo semplicistico.

Il primo che definì l’Intelligenza fu forse Darwin, definendola come una forma di adattamento all’ambiente in cui si vive. Già da questa definizione si intuisce quindi che non è possibile considerare una sola tipologia di intelligenza, e che è la plasticità della nostra mente che conta.

“Ognuno è un genio, ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi, passerà tutta la sua vita a credersi stupido”, diceva Einstein

Attualmente esistono un’infinità di possibili definizioni di Intelligenza, ognuna di essa poggia su una teoria specifica di riferimento. In particolare si tende a non considerare solamente il punto di vista quantitativo, ma risulta fondamentale avere un approccio più descrittivo e qualitativo delle caratteristiche del singolo.

Non si può ridurre tutto al calcolo del Q.I.

Gli studiosi in questo ambito, hanno individuato diverse tipologie di intelligenza, che possono essere più o meno associate e correlate tra loro. Gardner, uno dei maggiori esponenti dell’Intelligenza Multipla, individua nove tipologie distinte di intelligenza. E ogni individuo sviluppa alcune di queste sue capacità in base alle sue propensioni innate, ma anche grazie all’ambiente in cui è inserito.

La scuola dunque deve essere luogo di scoperta e di sviluppo delle doti e dei talenti di ogni singolo alunno. Ma spesso non è così. Anzi, sempre più alla scuola viene imputato il fatto che non sia in grado di far emergere talenti. Questo tema fa sempre più discutere, specialmente se consideriamo il fatto che l’Italia è il paese con il più alto tasso di abbandono scolastico, e livelli di istruzione tra i più bassi d’Europa, anche tra quei studenti che dimostrano durante la scolarizzazione spiccate abilità intellettive.

Nasce quindi l’esigenza di riformare la scuola, e attuare dei programmi specifici al fine ridurre le situazioni di rischio e per favorire lo sviluppo di competenze disciplinari e trasversali indispensabili alla vita di tutti i giorni, il benessere e il successo di ogni singolo individuo.

 

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