“Sono il più lento a studiare della mia classe”

Studi riportano che gli adolescenti con la presenza di un Disturbo specifico della Lettura o Dislessia (F81.0), diagnosticato durante i primi anni di scuola o tardivamente, riportano una capacità di lettura lenta rispetto ai coetanei, ma accurata (Cornoldi e Carretti, 2017).

Risulta, infatti, difficile riconoscere queste difficoltà in un ragazzo adolescente a causa di alcuni fattori di protezione, quali un buon livello intellettivo, e un forte impegno, che favoriscono una buona funzionalità.

Quante volte vostro figlio adolescente vi riporta affermazioni simili a queste?

  • Sono troppo lento a leggere;
  • A scuola mi danno troppo materiale da studiare;
  • Non voglio più andare a scuola, non fa per me;
  • Mi rifiuto di leggere ad alta voce davanti a tutti;
  • Mi sento male ogni volta che devo aprire i libri di studio;
  • Prendo sempre voti inferiori rispetto agli altri;
  • Quando facciamo lavori di gruppo gli altri mi prendono in giro per come leggo;
  • Dopo poco che sono sui libri sono estremamente stanco;
  • La scuola non mi piace;
  • Sono uno stupido perché gli altri non hanno difficoltà;
  • Non valgo nulla.

Partendo dal falso mito che “a tutti non piace studiare”, la maggior parte di queste affermazioni possono sembrare delle scuse da parte dell’adolescente per non impegnarsi nello studio.

I ragazzi che frequentano la scuola secondaria di secondo livello (scuola superiore) con difficoltà legate alla lettura riportano delle difficoltà diverse rispetto ai bambini ai primi anni di scuola, quali:

  • una lettura più fluente, con meno errori anche se ancora lenta rispetto a quella dei coetanei;
  • viene inoltre riporta una buona capacità ortografica anche se la produzione scritta risulta problematica;
  • le capacità di esprimersi verbalmente risultano migliorate;
  • vengono, inoltre, riportate difficoltà nelle capacità aritmetiche.

Permangono, inoltre, alcune difficoltà riportate fin dai primi anni di scuola:

  • difficoltà nel rievocare informazioni precedentemente apprese;
  • difficoltà nell’organizzare un discorso;
  • difficoltà nella produzione scritta, nella comprensione del testo e nell’esposizione orale;
  • difficoltà nella velocità di elaborazione;
  • tendenza all’evitamento del compito a causa di eccessiva affaticabilità.

Spesso gli adolescenti che riportano difficoltà nelle capacità coinvolte nella lettura usano delle strategie per compensare queste difficoltà. Una di questa riguarda l’anticipare mentalmente le successive informazioni riportate, causando una riduzione della fluidità della lettura.

L’uso di questa strategia comporta molto affaticamento nei ragazzi che diviene problematico durante lo studio prolungato di materiale impegnativo.

Tutto questo quadro influisce sull’autostima e sull’umore dei ragazzi con importanti conseguenze:

  • si sentono inferiori rispetto ai loro compagni;
  • scarsa motivazione al raggiungimento del successo scolastico a cause delle difficoltà sopra riportate;
  • ritiro sociale;
  • atteggiamenti aggressivi;
  • flessione del tono dell’umore;
  • presenza di sintomi ansiosi;
  • rischio di abbandono scolastico.

Mio figlio è arrivato alle superiori senza enormi difficoltà perché ora gli risulta così difficile andare a scuola?

Il livello di prestazione atteso dalle scuole di secondo grado aumenta come aumenta il carico di materiale da studiare; viene richiesto l’uso di un lessico più forbito e si richiede inoltre un alto livello di autonomia nella gestione degli impegni scolastici.

Il fatto di non essere consapevole di presentare un quadro di sintomi sottostanti alla presenza di un disturbo specifico della lettura (Dislessia) può incidere maggiormente sulla sfera emotiva-sociale portando il ragazzo ad evitare tutte quelle situazioni in cui le sue abilità vengono meno.

In questo caso si consiglia di sottoporre il ragazzo ad approfondimenti per valutare gli apprendimenti e per dare la possibilità di essere maggiormente consapevole delle difficoltà e trovare delle strategie per affrontare al meglio le situazioni.

Come posso aiutare mio figlio ad affrontare più serenamente la scuola?

  • Riconoscendo le difficoltà riportate;
  • Non banalizzando le manifestazioni di stanchezza e frustrazione legate alla scuola;
  • Non minimizzando i successi scolastici;
  • Valutando l’inizio di un trattamento neuropsicologico per sostenere ed allenare il ragazzo a trovare delle tecniche di compensazione per affrontare al meglio i compiti proposti. Durante questo percorso sarà importante insegnare al ragazzo un metodo di studio che gli insegni a studiare in modo più efficace e in minor tempo.
  • Valutando l’inizio di un trattamento di Psicoterapia per sostenere il ragazzo nella componente emotiva-sociale.

Se sei interessato all’argomento rivolgiti presso il Centro Phoenix, per poter iniziare un percorso personalizzato e mirato a sostenere il ragazzo nelle difficoltà scolastiche, emotive e sociali.

 

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