Bambini e Mal di Testa: Ecco Cosa Fare

Tuo figlio/a soffre di cefalea?

Non sai più cosa provare?

i trattamenti sembrano non funzionare?

Un importante studio multicentrico italiano che raccoglie i risultati di 13 centri per il trattamento del mal di testa nei bambini (cefalea primaria) e negli adolescenti confronta l’utilizzo di varie tipologie di farmaci e di trattamenti non farmacologici (Toldo et al. 2016)

L’emicrania e la cefalea di tipo tensivo sono i due tipi di cefalea maggiormente  frequenti (con una prevalenza del 9,1% e 57,5% rispettivamente) in età pediatrica e in adolescenza, questo tipo di cefalee hanno un impatto molto forte sulla qualità di vita dei bambini/ragazzi e dei loro familiari.

Allo scopo di evitare l’evolversi di una condizione di cronicità in questo tipo di quadro diagnostico gli stessi autori dello studio in questione ritengono che un’adeguata diagnosi eseguita da centri specializzati sulla scorta dell’ International Classification of headache disorders (ICHD-IIIb) e un trattamento il più possibile  individualizzato e completo sia di vitale importanza per gestire sia la fase acuta ma anche e quella presentiva e quindi garantire anche un intervento di tipo non farmacologico che possa contenere intensità e durata degli attacchi stessi

Farmacologia in fase acuta e preventiva per il mal di testa nei bambini

Dallo studio in questione il paracetamolo   e i FANS (per esempio l’ibuprofene) sono i farmaci maggiormente utilizzati nel trattamento degli stati acuti, i triptani prescritti con meno frequenza risultano avere un alto livello di efficacia.

La frequenza di utilizzo di farmaci in fase preventiva è nettamente minore rispetto all’utilizzo in fase acuta, tra i più utilizzati Tra gli emicranici, in particolare, la flunarizina è il farmaco utilizzato con maggior frequenza, seguito da farmaci antiepilettici e pizotifene. Ciproeptadina, propanololo e amitriptilina vengono invece prescritti con minore frequenza. La melatonina e i nutraceutici sono stati prescritti nel 10% dei casi di  emicrania e nel 32% dei casi con cefalea di tipo tensivo, hanno mostrato buoni risultati sia per quanto riguarda l’efficacia che la tollerabilità percepit

Terapie preventive non farmacologiche

Una parte dello studio dedicata all’analisi dei trattamenti preventivi non farmacologici, prende in considerazione le tecniche di rilassamento, la terapia cognitivo comportamentale e il biofeedback.

L’analisi svolta dallo studio riporta dati significativi, questo tipo di tecniche in Italia sono usate con una bassa frequenza, nonostante si tratti di tecniche raccomandate dalle principali linee guida e dalle sistematiche revisioni rispetto al trattamento delle cefalee.

Le linee guida internazionali infatti, raccomandano l’utilizzo del biofeedback nel trattamento della cefalea nei bambini e negli adolescenti, in quanto trattamento non invasivo che permette di controllare stati fisiologici come la tensione muscolare, la respirazione e il battito cardiaco stesso, i quali influiscono direttamente sull’intensità del dolore e sulla frequenza degli attacchi stessi.

Toldo e collaboratori concludono dicendo che l’uso dei trattamenti preventivi non farmacologici dovrebbe completare sempre la pratica clinica nella presa in carico di questi pazienti, soprattutto nei casi in cui siano presenti controindicazioni, oppure una scarsa tollerabilità ai farmaci.

Toldo I, Rattin M, Perissinotto E, et al. Survey on treatments for primary headaches in 13 specialized juvenile Headache Centers: The first multicenter Italian study. Eur J Paediatr Neurol, 2016 Dec 31. 

 

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