Disagio scolastico, isolamento sociale, mancanza di condivisione di interessi con gli altri, difficoltà emotive e comportamentali: un’intelligenza brillante non sempre portata a successo e soddisfazione. L’essere “troppo” intelligenti è solo uno degli aspetti della Plusdotazione e tale condizione suscita spesso aspettative contrarie alla realtà.

Ecco quali sono i sei differenti profili che Neihart e Betts (1988) hanno identificato per descrivere bambini e adolescenti particolarmente dotati.

  1. Il “SUPERDOTATO” DI SUCCESSO:  apprende molto velocemente, a scuola ottiene ottimi risultati ed è ben accettato dal gruppo dei pari. Ma quali aspetti negativi possiede? Estrema dipendenza dal compiacimento altrui e tendenza ad utilizzare il minor sforzo possibile.
  2. Il “SUPERDOTATO” CREATIVO: con il suo elevato grado di creatività, si sente spesso incompreso dagli altri che non riescono a cogliere le sue abilità. Come reagisce di fronte a questo malessere? Litiga spesso e mette in discussione l’autorità (ad esempio, può sfidare l’insegnante di fronte la classe). Alto è il rischio di abbandono scolastico in adolescenza.
  3. Il  “SUPERDOTATO” SOTTERRANEO:  nega il suo talento, conformandosi così al gruppo per sentirsi meno diverso e più accettato. In lui prevalgono caratteristiche quali l’ansia e l’insicurezza.
  4. Il “SUPERDOTATO” A RISCHIO: spesso arrabbiato ed offensivo, si sente rifiutato da un sistema che non ha soddisfatto i suoi bisogni. Ha poca considerazione verso le attività scolastiche e presenta livelli molto bassi di autostima.
  5. Il “SUPERDOTATO” CON DIFFICOLTÀ SPECIFICHE (COMPORTAMENTALI, DI APPRENDIMENTO…):  incredulo di fronte agli insuccessi, li giustifica affermando che il compito era troppo “noioso” o troppo “stupido”. Non si sente all’altezza delle sue aspettative, evita il fallimento, usa l’umorismo per rafforzare la propria autostima e non accetta alcuna critica.
  6. Il “SUPERDOTATO” AUTONOMO: con alti livelli di autoefficacia e di autostima, si sente pienamente soddisfatto della propria vita. Usa al meglio i suoi talenti non per il compiacimento altrui, ma per se stesso.

Riconosci tuo figlio in una di questi profili? Comprendere appieno quali siano i suoi bisogni cognitivi, emotivi e sociali potrebbe essere fondamentale per il suo benessere, per la sua autostima e per il raggiungimento dei migliori risultati.

Se a scuola tuo figlio viene costantemente poco stimolato rispetto le sue capacità, potrebbe annoiarsi e mettere in atto comportamenti ostili. Allo stesso tempo potrebbe sentirsi inadeguato e diversi dagli altri. Studi scientifici riportano che, tra la popolazione degli adolescenti superdotati, vi sia un elevato rischio di sviluppare un disturbo dell’umore, di disaffezione scolastica e di abbandono degli studi.

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