La complessità dell’insegnamento è legata anche alla gestione della relazione intercorrente in un sistema tra alunno, classe, insegnante, famiglie, istituzione scuola,…

Mai come negli ultimi anni si è vista una escalation di conflittualità tra insegnanti e famiglie e tra insegnanti e alunni, dove evidente è la perdita di ruolo dell’insegnante agli occhi delle famiglie, spesso isolato e “solo” oggetto di delega educativi da parte della famiglia ben al di là del suo mandato e in contemporanea non valutato adeguatamente nel proprio operato.

La letteratura scientifica in studi longitudinali ha evidenziato come la relazione positiva che si va ad instaurare tra insegnante ed alunno sia fondamentale per la crescita equilibrata di questo ultimo e lasci esito positivo nelle successive esperienze scolastiche, lavorative e personali , con esiti ancora più positivi nel caso in cui egli sia originariamente più in difficoltà dal punto di vista di uno svantaggio socio culturale, di uno stato di isolamento sociale, di difficoltà nell’apprendimento…

Il sostegno emotivo dato dai docenti ha un effetto positivo sui ragazzi (Bru, Boyesen et al. 1998) secondo cinque importanti competenze manifestate dal docente:

  • essere percepiti dai ragazzi come un insegnante equilibrato e affidabile dal punto di vista della “tenuta emotiva”;
  • saper esporre la propria materia ai ragazzi;
  • permettere agli allievi di interagire nel processo di apprendimento;
  • supervisionare le attività di classe;
  • adattare il proprio stile ai bisogni dei singoli studenti senza favorirne nessuno.

Questi cinque fattori predispongono una relazione positiva e di supporto (“scaffolding”) sulla quale possono poi proficuamente innestarsi gli apprendimenti.

La gestione stessa della lezione può influenzare positivamente l’attenzione, la partecipazione attiva, la riduzione degli elementi di disturbo nella classe, se vengono seguiti alcuni principi di base, che, secondo Kounin, nel suo modello psicologico detto “ecologico”, focalizzato sulle condizioni ambientali e sulla loro influenza sui comportamenti dei ragazzi, richiedono:

  1. essere presenti  il grado di attenzione con cui il docente riesce a seguire la classe e le dinamiche di gruppo, sapendo sempre che cosa sta succedendo.
  1. gestire diversi compiti contemporaneamente  la capacità di affrontare diversi compiti nel medesimo tempo.
  1. appianare i problemi – saper reagire in modo appropriato nei momenti critici e far sì che le dinamiche di gruppo non incontrino ostacoli.
  1. flessibilità la capacità di cambiare e di riorganizzare il proprio lavoro quando non è abbastanza efficace.

La gestione del proprio stile comunicativo, il controllo delle proprie emozioni, la lettura dei comportamenti dei ragazzi all’interno di un sistema di bisogni evolutivi e di appartenenza al gruppo, una didattica strutturalmente inclusiva,.., sono tutti elementi che favoriscono l’instaurarsi di una relazione docente alunno positiva, fruttuosa, gratificante per ambo le parti, molto prima della quantità dei contenuti trasmessi, in una logica in cui la relazione positiva tra le parti è la condizione per un apprendimento profondo, motivante, che lasci spazio all’evolversi di strutture di pensiero agili, flessibili, attive, dove attraverso lo strumento della relazione motivante, ogni alunno scopra le proprie potenzialità e le possa espandere in un contesto sicuro.

L’insegnante in grado di favorire questo sviluppo nei propri alunni risulta autorevole, amato, pietra miliare nella costituzione della loro identità.

 

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