Perché i ragazzi vengono scuola? Perché sono costretti dai genitori? Perché spesso è rimasto l’unico luogo di socializzazione? Per i contenuti che vengono spiegati?

In realtà uno dei bisogni fondamentali dell’essere umano è quello di conoscere sé stesso e di rinforzare la propria autostima.

Il contributo più importante e significativo sul tema della motivazione in ambito psicologico è dato dall’opera di Maslow (1954). Secondo Maslow l’uomo è considerato come una totalità dinamica e integrata, per cui un bisogno si riverbera sull’individuo, in una gerarchia di importanza rappresentabile in una piramide in cui i livelli più alti di bisogno possono essere perseguiti soltanto se i livelli più bassi hanno trovato risposta adeguata. I livelli progressivi della Piramide sono: bisogni fisiologici, sicurezza, appartenenza, autostima, autorealizzazione.

Come questa piramide di bisogni influisce sull’apprendimento scolastico dei nostri alunni? Per la costruzione di una classe “che funziona” dovremmo considerare prioritario un periodo iniziale in cui è insegnante che favorisce la risposta ai bisogni prioritari dei suoi alunni con lo scopo di creare rapporti di fiducia, un clima di classe positivo, una adesione agli obiettivi scolastici sentendosi bene all’interno della classe secondo gli obiettivi di stare bene e fare insieme .

Per questo, è consigliabile costruire una piramide di interventi sul singolo e poi sulla classe, in modo da favorire la costruzione di una classe unita, dal clima positivo, collaborante con insegnante e tra i suoi membri, motivata gli obiettivi scolastici, e dunque spontaneamente positiva, in un sistema che previene, invece che dover gestire, i “comportamenti difficili”.

Seguendo la sequenza dei bisogni nella piramide di Maslow, la Piramide degli interventi da eseguire da parte dell’insegnante potrebbe essere dunque la seguente:

  1. Favorire la conoscenza di sé nel singolo ragazzo
  2. Favorire la conoscenza di sé del singolo attraverso il gruppo
  3. Favorire la conoscenza reciproca e dunque la fiducia nel gruppo
  4. Favorire la conoscenza reciproca nel fare insieme

Facciamo qualche esempio: immaginiamo che i nostri alunni abbiano assolto i bisogni fisiologici di base legati alla fame, al freddo, ecc.

  1. Il primo bisogno di un alunno inserito in una classe sarà quello della sicurezza: sentire di poter stare con sicurezza in quell’ambiente, rispettato dall’insegnante e dai compagni, con la possibilità di esprimere le proprie opinioni, di perseguire i propri interessi e obiettivi, di essere gratificato, di non essere denigrato per i propri errori e fallimenti. Il primo obiettivo di un docente dovrà essere quello di permettere all’alunno di “favorire la conoscenza di sé” , della propria personalità, anche attraverso attività in cui, in modalità anonima, il ragazzo riflette sui propri punti di forza di debolezza, sui propri stati emotivi, sui propri pensieri, grazie alle attività proposte alla classe dall’insegnante.
  2. Il secondo obiettivo di un docente dovrà essere quello di permettere la conoscenza di sé del singolo attraverso il gruppo.Un esempio? Attività in cui il gruppo cerca di dare soluzioni a problemi di un singolo, il cui problema, scritto su un biglietto anonimo, estratto casualmente, dà origine a una casa di aiuti. Perché i problemi dell’uno possono essere problemi di tutti, ciascun ragazzo sentendosi forte nell’aiutare un altro come lui.
  3. Il terzo obiettivo di un docente sarà quello di favorire la conoscenza reciproca e dunque la fiducia nel gruppo, di cui io mi scopro appartenente,  attraverso attività in cui conosco me stesso attraverso la conoscenza che faccio dei compagni e della modalità in cui ognuno di noi affronta e gestisce situazioni di Problem Solving relazionale o conflittuale.
  4. Il quarto obiettivo di un docente sarà quello di favorire la conoscenza reciproca nel “fare insieme”attraverso attività per esempio di apprendimento cooperativo nelle quali l’interdipendenza di relazione sia effettivamente conquistata prima dell’interdipendenza di risultato.

Quali sono i benefici di un intervento di questo tipo?

Una classe collaborante, il cui clima di fiducia e il benessere degli alunni sostiene l’apprendimento, è una classe che ottiene più risultati scolastici in un regime di collaborazione e non di competizione. Eventuali disturbi del comportamento o difficoltà di gestione particolari vedranno l’insegnante affiancato dal gruppo classe nel contenimento delle eventuali difficoltà incontrate con singoli soggetti o situazioni difficili. Una squadra che funziona bene, guidata da un coach (l’insegnante) esperto, e che la supporta nell’individuare un proprio capitano e nella conquista di obiettivi educativi e didattici.

 

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