Le Linee guida Allegate al D.M. del 12 luglio 2011 per la rilevazione precoce della presenza di disturbi specifici dell’apprendimento, specificano, in sintesi, quanto segue:

  • Considerata la presenza sempre più massiccia di alunni con DSA, il problema va affrontato anche da docenti curricolari e non delegato a specialisti esterni
  • Quando il docente individua, anche senza l’uso di strumenti specifici, delle difficoltà nelle prime fasi degli apprendimenti scolastici predispone specifiche attività di recupero e potenziamento
  • Se non si dà la giusta attenzione alle esigenze formative e alle fragilità di alcuni alunni, si perde non solo l’occasione di stimolare le sue potenzialità ma si rischia anche di minare seriamente il suo percorso formativo.

Ma quali sono le difficoltà che l’insegnante può affrontare nel tradurre la rilevazione di alcune difficoltà nei suoi alunni in azioni didattiche mirate al loro potenziamento?

Purtroppo la definizione dei percorsi di screening e di potenziamento viene infatti lasciata alle singole autonomie regionali.

Di seguito riporteremo un sunto delle linee guida a seconda dell’età dei bambini e dell’obiettivo del potenziamento evidenziando alcuni esempi di applicazione.

Indicazioni per la Scuola dell’Infanzia

Le Linee guida forniscono in realtà alcune indicazioni di base per la scuola dell’infanzia dove il potenziamento dovrebbe riguardare come obiettivo le seguenti aree: consolidare le capacità sensoriali, percettive, motorie, sociali, linguistiche ed intellettive del bambino.

Si sottolinea più volte nelle linee guida che, qualora si siano individuati alcuni fattori di rischio, il bambino vada supportato con attività personalizzate all’interno del gruppo.

Quali sono le criticità:

Questa indicazione in realtà spesso diventa di difficile applicazione vista l’eterogeneità dei bambini per età, (per provenienza culturale, socio-culturale sempre più variegata), per risorse a disposizione, nonché per l’attenzione che sempre più richiedono bambini con problemi di comportamento e di disregolazione emotiva, comportamentale, attentiva  che sappiamo essere molto più impegnativi nella gestione quotidiana che non i bambini con assenza dei prerequisiti per l’apprendimento!

Quali sono le soluzioni:

la rilevazione di indicatori di un adeguato sviluppo psicoaffettivo del bambino in tutte le sue possibili implicazioni dovrebbe iniziare ai 3 anni di vita e non ai 5, guardando alla presenza o assenza di alcuni prerequisiti affettivi quali un attaccamento sicuro, relazionali con l’adulto e tra pari, lo sviluppo di autonomie di base, lo sviluppo di a carico delle capacità relazionali, delle capacità di controllo e adeguamento del proprio comportamento in funzione del contesto e delle richieste ambientali, il che richiede uno sviluppo dell’attenzione nelle sue diverse componenti, dell’autoregolazione, delle abilità sociali trasversali,.., complesso, continuo, come prerequisito allo sviluppo di adeguate competenze cognitive più complesse e mirate agli apprendimenti scolastici nelle aree: lettura, comprensione, logico-matematica,…

Un bambino che non riesce a prestare attenzione all’insegnante, che vaga nella stanza passando da una attività all’altra in modo inconcludente, che interagisce o reagisce prevalentemente in modalità aggressiva con i compagni, come potrà apprendere alcunché?

E’ importante dunque che a monte delle indicazioni, che poi vedremo, si lavori sulla classe per generare le basi del vivere assieme, del rispetto dei tempi e dei ruoli, in un clima positivo di sicurezza, di apprendimento giocoso, di relazioni formanti,  e su questo poi costruire le solide basi per gli apprendimenti scolastici futuri! Non dimentichiamo le premesse concentrandoci solo sull’azione di screening e potenziamento! Il Ministero correttamente ha allertato gli insegnanti sul rischio che questa ulteriore richiesta istituzionale devi l’attenzione e le energie verso l’individuazione precoce di DSA futuri a discapito dello scopo primario della scolarizzazione ovvero di offrire ampie possibilità di sviluppo di un bambino nella sua globalità!

Fatta questa doverosa premessa, quali sono dunque le attività di potenziamento previste per ogni singolo ambito dell’apprendimento? Eccone un elenco esaustivo.

POTENZIAMENTO DEI PREREQUISITI DELLA LETTURA:

  • prevedere attività personalizzate per bambini che non completano le frasi, scambiano i suoni (es. p/b), usa parole non adeguate al contesto.
  • Privilegiare la narrazione, invenzione di storie, completamento di storie, ricostruzione; memorizzazione di filastrocche e poesie.
  • Utilizzare giochi per metafonologia: es. scandire le parole in sillabe

POTENZIAMENTO DEI PREREQUISITI DELLA SCRITTURA:

  • I segni che tracciamo sul foglio sono la traduzione di ciò che abbiamo in mente, quindi è da sviluppare la rappresentazione mentale delle forme prima di farle tracciare sul foglio.
  • La forma grafica deve essere ben percepita e ricreata con la fantasia immaginativa del bambino, meglio se sperimentata attraverso il corpo (per es. fatta tracciare sul pavimento camminando o in aria con le manioppure si può tracciare un segno grafico sulla lavagna con la spugna bagnata: una volta asciugata e dissolta, chiedere di disegnare quel segno sul foglio).
  • Le esercitazioni su schede prestampate dove compaiono lettere da ricalcare o da completare non giovano all’assunzione di tale compito.

POTENZIAMENTO DEI PREREQUISITI DEL CALCOLO.

Proporre attività che esercitano:

  • La stima di piccole numerosità
  • Confronto di quantità (di più, di meno, tanti quanti)
  • Conteggio
  • Concetto di quantità (3 stelline , 3 bambole) sono sempre 3 al di là delle caratteristiche degli oggetti
  • Ordinamento di grandezze
  • Prestare attenzione ai numeri come strumenti per gestire piccoli problemi nell’attività quotidiana: ci sono N bambini, i vogliono N sedie

Prestare attenzione ad eventuali:

  • Difficoltà di coordinazione oculo manuale e dinamica generale
  • Nell’attività grafica: pressione debole o eccessiva esercitata sul foglio, occupazione dello spazio nel foglio, direzione del gesto grafico
  • Discriminazione e memorizzazione visiva sequenziale
  • Difficoltà di orientamento nel tempo scuola
  • Difficoltà nell’esecuzione autonoma delle attività della giornata
  • Difficoltà ad orientarsi nel tempo prossimale (ieri-oggi-domani)

Quali problemi rimangono aperti?

Il potenziamento di queste abilità richiede un buon clima in classe, la partecipazione di tutti i bambini, la capacità di declinare in ogni attività proposta tutti i livelli possibili di complessità in modo che tutti, dai più abili ai meno abili, possano partecipare proficuamente, divertendosi, con attività che prevedono una gerarchia di complessità e con modalità di gioco strutturato che permetta di seguire sia le tappe del normale sviluppo delle funzioni neuropsicologiche dei bambini (attenzione, memoria, linguaggio, prassie, ecc.) che i diversi canali di apprendimento e di comunicazione di quanto appreso previsti da un modello di Intelligenze multiple. Qui si gioca la scoperta del sé, la possibilità di ampia evoluzione nel tempo, di eclettica sperimentazione, costituendo la base per lo sviluppo futuro di persone libere, creative, equilibrate, dove gli apprendimenti “scolastici” si integrino con la personalità del bambino nel rispetto di tutti i suoi bisogni evolutivi.

Ti è piaciuto questo articolo? Lascia un commento per dirci cosa ne pensi!

Vedi anche le Indicazioni per la Scuola Primaria