La preoccupazione e il senso di frustrazione bloccano tuo figlio nella soluzione dei problemi in matematica?

Appare “disorientato”, confuso, arrendevole fino al totale rifiuto verso la materia?

Se ti ritrovi in questa situazione allora è utile comprendere prima quali specifiche difficoltà potrebbe incontrare tuo figlio nel compito, mettendosi nei suoi panni ed intervenire, così, con una metodologia adeguata e specifica!

Per fare ciò, ti mettiamo alla prova!

Proponendoti  qui sotto un “semplice” problema:

Marina, la mamma di Luca, compera un vassoio di 25 pasticcini per festeggiare il compleanno del figlio. Alla festa si presentano 15 invitati e vengono mangiati ben 22 pasticcini. Quanti pasticcini sono avanzati in totale?

Dopo alcuni secondi di “riflessione” e una breve rilettura del problema, può risultarti abbastanza semplice la risoluzione, giusto?

La maggior parte delle persone, infatti, ha subito immaginato, quasi “visto”, la situazione presentata nel testo: la mamma che entra in pasticceria e che si affretta ad ordinare i dolcetti.

Si  riesce quasi immediatamente ad individuare e poi ignorare alcune informazioni irrilevanti ed incongruenti nel testo, come il nome della mamma (Marina) ed il numero degli invitati (15).

Nel passaggio successivo, abbiamo analizzato tutti i dati e siamo arrivati alla conclusione che era necessario per arrivare alla soluzione del problema sottrarre il numero di pasticcini iniziale (25) a quelli che sono stati mangiati (22).

Ebbene sì, tutti questi “passaggi logici mentali”, apparentemente ovvi ed automatici, non sono presenti in tutti gli alunni e causano numerose difficoltà nella comprensione, nonché nello svolgimento e nella risoluzione del problemi matematici.

Ti forniamo qui, tre utili consigli per comprendere e risolvere adeguatamente i problemi matematici di tuo figlio:

  1. Comprendiamo il problema! E’ utile, come prima passo, comprendere quali sono i dati utili per la risoluzione.
  2. Rappresentiamo la situazione con un disegno includendo solamente i dati essenziali, non dimenticando cosa ci sta chiedendo il problema, la domanda appunto!
  3. Elaboriamo un piano di soluzione solo dopo aver compreso la relazione tra i vari dati per poi ragionare sulle operazioni necessarie per la risoluzione.

Questi riportati sopra sono i passaggi fondamentali da utilizzare, ma sono suddivisibili in molti altri sotto obiettivi  che si sviluppano con una riabilitazione specifica di questa difficoltà.

Molti studi, infatti, confermano che un’adeguata stimolazione neuropsicologica specifica delle aree deputate al calcolo e alla comprensione del numero, comportino un miglioramento delle abilità aritmetiche.

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