La mindfulness è una tecnica che deriva dall’unione della meditazione buddista alla odierna psicologia scientifica occidentale e fonda il suo principio sull’attenzione consapevole del momento presente per sentirci più vivi e a contatto con ogni nostra sensazione, emozione e pensiero.

A partire dagli Stati Uniti è volata fino in Italia spopolando nella prevenzione e cura di stress, ansia e depressione e per chiunque voglia intraprendere un percorso di maggiore consapevolezza di sé stesso, con l’obiettivo di raggiungere un maggiore benessere ed equilibrio psico-fisico.

Da dove deriva?

La mindfulness è un termine che fonda le sue origini oltre 2500 anni fa e deriva dalla parola “Sati”, in lingua Pali, che fa riferimento ad uno stato caratterizzato da presenza mentale in cui i fenomeni interni ed esterni vengono realmente visti per come sono. Inoltre la parola ha un altro significo, quello di “ricordare”: in particolare, la capacità di ricordare i propri pensieri, i propri comportamenti e le conseguenze su di sé e sugli altri quindi ricordarsi di sé stessi.

Ecco che praticare Mindfulness ti permette di mantenere un’attenzione orientata, in modo stabile, nel presente e non per il presente. Ti permette di rimanere sveglio e vedere le cose esattamente per quelle che sono e non per come vorresti che siano.

Il vero fondatore dell’uso clinico della Mindfulness fu però Jon Zinn il quale definisce la mindfulness come:

“Il processo di prestare attenzione intenzionalmente e in maniera non giudicante, allo scorrere dell’esperienza nel presente, momento dopo momento”

In che cosa consiste?

Zinn ha sviluppato questo protocollo caratterizzato da esercizi formali e svolti in presenza di un terapeuta ai quali si aggiungono degli esercizi informali, che si svolgeranno quotidianamente.

Il percorso inizia portando l’attenzione al respiro che sarà il focus principale e l’ancora sui cui tornare ogni qualvolta che la mente comincerà a divagare.

Si passerà poi al “bodyscan”, cioè la scansione con il pensiero del proprio corpo, per imparare a portare l’attenzione sulle sensazioni che il nostro corpo ci invia, per poi passare a meditazioni orientate alla consapevolezza dei suoni, dei silenzi, dei pensieri ed emozioni diventando più consapevole dell’esperienza del momento presente.

Si impara così a dirigere l’attenzione, in modo tale da essere in grado, nelle situazioni abituali di ogni giorno, di richiamare la mente “lucida”, nei momenti più opportuni, per arrivare alla soluzione di problematiche in maniera più rapida ed efficace e con la massima concentrazione.

Ma a chi serve?

– È utile per chi vuole incrementare la propria consapevolezza e benessere;

– È una potente strategia per fronteggiare lo stress;

– Aiuta chi soffre di disturbi d’ansia, depressivi, panico, somatizzazione, disturbi della sfera alimentare sino alle sindromi dolore;

– Migliora la plasticità del cervello e l’attivazione di alcune aree cerebrali implicate nella memoria e nell’attenzione;

– Permette di coltivare maggiore controllo del proprio comportamento;

– Aiuta ad avere una sempre più chiara comprensione di ciò che è meglio per noi e che va perseguito, abbandonando ciò che non lo è;

– Permette di ricordarsi di sé stesso: “se mi ricordo di me, mi ricordo degli altri”;

– Sviluppa l’attenzione e la focalizzazione del momento presente.

Perché intraprendere questo percorso?

È una tecnica efficace, non invasiva e applicabile ad ogni età perché consente diventare più consapevoli di sé stessi e delle proprie potenzialità, assumendo un ruolo attivo nella propria vita, modificando le reazioni abituali alle situazioni stressanti che la vita ci presenta ogni giorno.

 

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